Recapiti

  • Cavinato don Bruno parroco (Bernate e Casate)
  •  Roggiani don Franco, res. (Casate)
  • Sgobbi don Angelo, parroco (Cuggiono e Castelletto)
  • Baldi don Giampiero, res.i.p.
  • Visconti diac. Giovanni coll. past.
  • Masumu don Benjamin, capp. ospedale

 

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CASTELLETTO
CUGGIONO
BERNATE
CASATE
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CASTELLETTO – SS. Giacomo e Filippo

CastellettoIl toponimo Castelletto proviene da un piccolo insediamento fortificato menzionato in un atto notarile del 988, rogato per una permuta di terre situate a Cuggiono “Castello grande” ed in questo luogo. Alcune di queste terre erano prossime all’Oratorio dei SS. Filippo e Giacomo, menzionato anche da Goffredo da Bussero alla fine del sec. XIII. L’edificio attuale risale sostanzialmente al sec. XVII. Il presbiterio ed il coro furono costruiti ex novo nel 1605 mentre la Cappella della Madonna del Rosario è degli anni Quaranta del medesimo secolo. Sulla facciata un bassorilievo del sec. XVI di provenienza e autore ignoti e una formella in terracotta di Aurel Jonescu raffigurante la Madonna del Rosario tra i Santi Filippo e Giacomo, patroni della Parrocchia. Ai lati dell’altar maggiore due tele del sec. XVII; nella navata dipinti di Aurel Jonescu della fine del sec. XX. Al medesimo autore e ad Efrem Redegonda appartengono le vetrate del coro e della facciata. Accanto alla chiesa l’ex convento dei domenicani, sede del decanato di Castano Primo. Sulla facciata “Madonna del latte” dipinto di ignoto del sec. XVI e meridiana realizzata da Efrem Redegonda.

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CUGGIONO – Basilica di S. Giorgio

CuggionoIniziata il 25 aprile 1606 su progetto di Francesco Richini, fu aperta al culto nel 1633. La facciata fu completata nel 1846 dall’arch. Giovanni Battista Bossi mentre il pronao fu aggiunto nel 1902. Il campanile fu portato all’altezza attuale nel 1758. Nel 1889 fu issato il concerto di 8 campane tuttora esistente. L’interno fu affrescato e decorato negli anni 1908-10 dal pittore Luigi Morgari e dal decoratore Aristide Secchi, eccetto alcune decorazioni secentesche e le statue in stucca situate nelle nicchie delle pareti. Gli affreschi della cappella della Madonna del Carmine, della metà del Seicento, sono invece attribuiti allo Storer mentre la pala dell’altare è di Carlo Francesco Nuvolone. Interessante la pala della cappella de Santi Giorgio e Benedetto, raffigurante San Giorgio, riconducibile alla scuola del Luini. La statua di San Giuseppe, nell’omonima cappella, e la quattro statue all’ingresso del presbiterio sono invece opere secentesche degli intelvesi fratelli Pozzi. L’altar maggiore fu costruito nel 1802 su disegno del Pollack, mentre l’organo, ricostruito nel 1817 da Eugenio Biroldi che utilizzò alcune canne e registri del vecchio organo realizzato nel 1644 da Michelangelo Valvassori, fu ingrandito nel 1865 dai fratelli Prestinari. Di fronte all’organo grande tela raffigurante l’Immacolata Concezione dipinta nel 1717 da Pietro Gilardi. All’ingresso del presbiterio è stato provvisoriamente collocato il coprifonte battesimale attribuito a Carlo Garavaglia, quasi certamente nato a Cuggiono. E’ l’autore del tabernacolo del vecchio altar maggiore, ora nella cappella di San Carlo e dalla sua bottega è uscito anche l’altare ligneo della cappella di Sant’Antonio da Padova.

Altri edifici sacri:

srocco1La chiesa di S. Rocco fu iniziata nel 1524 in seguito ad un voto per un’epidemia di peste bubbonica e sifilide. Fu terminata nel 1542 dai Domenicani che vi resteranno fino a metà Seicento. Nel 1717-18 furono aggiunti il presbiterio e il coro e nel 1742-43 l’altar maggiore. Dopo i radicali restauri di metà Ottocento l’impianto generale dell’edificio, specialmente della navata, è assai diverso dall’originario col soffitto in travi a vista. La cappella di San Rocco fu decorata e affrescata nel 1645-46. Anche le tele sono dell’epoca. La statua del santo è invece del sec. XVIII. Alcuni affreschi superstiti dalle successive imbiancature sono secenteschi mentre quello dell’Addolorata, in parte manomesso, é cinquecentesco. Quelli delle volte dell’altar maggiore e del coro sono invece della seconda metà dell’Ottocento.

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BERNATE

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Nel 1186 venne istituita da papa Urbano III, Umberto Crivelli, una canonica lateranense sotto la regola agostiniana sui terreni di proprietà Crivelli.  In questo antico insediamento monastico la chiesa era dedicata a San Giorgio, la quale venne completamente ricostruita nel 1582.

All’interno dell’edificio è conservata l’immagine mariana più antica di tutto il territorio. L’altorilievo in una lunetta marmorea raffigura una Madonna con Bambino in trono tra i Santi e un offerente in adorazione, probabilmente un canonico lateranense o un membro della famiglia Crivelli. Le due figure laterali si identificano con San Giacomo e San Giorgio. Il riferimento a San Giacomo srebbe facilmente spiegabile dalla collocazione di Bernate nei pressi della via Francigena. Il carattere gotico dell’opera rimanda ad una datazione trecentesca ed è ascrivibile ai Maestri Campionesi, in particolare viene sostenuta l’attribuzione a Bonino da Campione. La Madonna col Bambino trova riferimenti iconograficim nella lunetta del Maestro di Viboldone, che presenta la Vergine tra due Santi, e nella madonna dell’acquasantiera di Morimondo.

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CASATE

casate2Costruita nel 1705 dall’ Abate Commendatario Ferdinando Crivelli, della famiglia di Papa Urbano III, proprietaria delle terre nella zona di Bernate, Casate e Cuggiono. Nella lapide nera che sta sopra il vecchio portone d’ingresso è memorizzata la decisione e la dedica, e una croce nera sul pavimento indica la tomba sottostante deli’ abate che l’ha costruita.
La chiesa era un Oratorio privato aperto ai contadini dei dintorni
Quando nel 1932 la fam Crivelli cedette le sue proprietà, il Comune di Bernate Ticino, bloccò la chiesa per il bene della popolazione e nel 1983, prima dei lavori ultimi di ristrutturazione, la donò alla Parrocchia B. V. Immacolata di Casate. Nella vecchia sacristia si fece anche la prima scuola elementare di Casate.
Il primo Parroco di Casate, don Ambrogio Nai, fece costruire il campanile, l’abside dove sta il quadro della Madonna e la sacristia; il Parroco successivo, don Giampiero Baldi, tra il 1983 e il 1985 ne curò la nuova impostazione.
Ha operato l’Arch. Alessandro Rondena e fu scolpito il Crocifisso da Grzegorz Regulsky, con la vecchia quercia del bosco del Ticino.

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